Gli ultimi raggi del Carmo

 


 


Agosto

È stata un'altra giornata afosa, a volte il sole spariva  dietro le nuvole passeggere, in me cresceva la preoccupazione che queste si addensassero e ci rovinassero la serata. Invece no, sono quasi le sei del pomeriggio e il cielo è spoglio; ci avviamo in auto oltre Verzi, lungo la strada che ammantata d'asfalto procede stretta e ricca di curve verso Castagnabanca, da qui in poi non resta che il tratto sterrato. Giunti al parcheggio, ci prepariamo per la partenza, su alcune zone della costa il tramonto è in atto. Percorriamo il sentiero che, immerso nel bosco, conduce sicuro verso il bel rifugio Pian delle Bosse, che si raggiunge in tempi e fatica non eccessivi. Giunti al rifugio lo troviamo già in ombra, nei miei pensieri si fa largo l'idea che avremmo potuto arrivare tardi, perdere il tramonto; ci rimettiamo in marcia e continuiamo a seguire il sentiero.

                  

                     Tramonto sulla costa


C'è chi allunga il passo, rinuncio a seguirli per continuare i discorsi che ho cominciato. Uscendo dal bosco il vento comincia ad accompagnarci per non mollarci fino in vetta; la vista, ora che gli alberi si sono diradati, si amplia fino al mare, ammiriamo le navi e la costa, i paesi dell'entroterra e i monti dalle vesti verdi che ci circondano. In breve ci troviamo ad affrontare le rocce della cresta, le percorriamo senza problemi, ad ogni sosta siamo invitati a proseguire, data l'esposizione e la scomodità. Voltandoci vediamo Pietra Ligure già in ombra, mentre Loano godrà ancora un poco del sole.


               

                    L'antica teleferica 


Superata la cresta raggiungiamo l'antica teleferica, ora priva di cavi; in basso alla nostra sinistra appare il rifugio, dritto davanti a noi svetta invece la croce di cima. Il sentiero che conduce in vetta si arrampica ripido sull'ultimo tratto; quel pensiero che mi ha accompagnato e quasi angosciato fino a qui si fa largo nella mia mente e mi spinge ad allungare il passo, a superare, per mezzo di una scorciatoia, chi mi precedeva e a percorrere gli ultimi metri in fretta, ignorando per quanto possibile il fiatone e le gambe dolenti.


                   

In vetta per gli ultimi raggi di sole 


 Ed eccolo, il sole, lancia i suoi ultimi raggi di fronte a me, ho giusto il tempo per un paio di foto e in un attimo sparisce.


 La croce di vetta 


La solita firma sul diario di vetta, la foto e il vento, che in fondo non patisco granché, ci spinge a scendere; scendiamo fino al bivio, la luce è ancora buona ma decidiamo di mettere i frontalini, che in effetti ci guideranno nel bosco che attraverseremo poco dopo, questo è molto più oscuro. Percorriamo il sentiero, quando gli alberi si fanno da parte torna un po' di luce, ma il crepuscolo è ormai sull'orlo dell'alba della luna. Il vento ha smesso di soffiarci addosso e scendiamo tranquillamente; superato un tratto di sentiero ricompare la costa, ora tinta di puntini luminosi. È ormai buio e la luna albeggia rossa; procediamo scacciando la notte colle nostre parole, dopo l'incertezza riguardo il sentiero, che essendo notte potremmo aver confuso, raggiungiamo le neviere e procediamo a passo sicuro.


 l'alba della luna

 

Il rifugio è ormai vicino e quando vediamo le sue luci allunghiamo il passo nella sua direzione, ne varchiamo la porta, ben felici di approssimarci alla cena. Questa in effetti non ci delude ed è accompagnata da una grande bottiglia di buon vino, due litri di cui ne consumerò tre bicchieri, per berne uno d'acqua. Finita la cena, è ormai mezzanotte, ci approssimiamo a uscire, la luna se ne sta appesa al cielo verso sud, ora bianca e calante; la temperatura è ottima e percorriamo in breve il tratto che ci separa dal parcheggio. Mentre l'auto traballa sulle buche della sterrata penso a quante cose siano cambiate e non posso che ridere, anche perché i discorsi in atto sono per me davvero umoristici.


La luna, fuori dal rifugio 







 

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