Addio monti
Paese adagiato tra gli alberi dove cantano una lode i passeri che splendi d'una luce serale e ti appisoli sul suon fluviale. Saviore, te ne torni nell'ombra ché una coltre di nuvole aspra ti toglie l'ultimo respiro di sole. Accanto al fiume matureranno le more e i lamponi appassiranno e le ortiche come sempre pungeranno, ma le baite assonnate mi vedranno partire e forse solo la lavanda mi potrà lenire. Nel fresco dell'alba e del tramonto, nell'amarezza del tarassaco appena colto, nelle note armoniose dei campanacci forse i ricordi saranno solo stracci e in una confusione d'infanzia, gioventù e sogni, dove la mente spazia, mi lascerò cullare come dal fiume. Pensando alle sere accese dal lume che in tenera fiamma di candela cacciava ciò che la notte cela, certo sorriderò, forse con malinconia. Non ne farò una mania, mi abituerò alla distanza dal granito che da il passo sicuro tanto ardito e mi lascia corre...