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Visualizzazione dei post da luglio, 2024

Addio monti

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 Paese adagiato tra gli alberi  dove cantano una lode i passeri  che splendi d'una luce serale  e ti appisoli sul suon fluviale. Saviore, te ne torni nell'ombra ché una coltre di nuvole aspra  ti toglie l'ultimo respiro di sole. Accanto al fiume matureranno le more  e i lamponi appassiranno  e le ortiche come sempre pungeranno, ma le baite assonnate mi vedranno partire  e forse solo la lavanda mi potrà lenire. Nel fresco dell'alba e del tramonto, nell'amarezza del tarassaco appena colto, nelle note armoniose dei campanacci  forse i ricordi saranno solo stracci  e in una confusione d'infanzia, gioventù e sogni, dove la mente spazia, mi lascerò cullare come dal fiume. Pensando alle sere accese dal lume  che in tenera fiamma di candela  cacciava ciò che la notte cela, certo sorriderò, forse con malinconia. Non ne farò una mania, mi abituerò alla distanza dal granito  che da il passo sicuro tanto ardito  e mi lascia corre...

Bocchetta di Val Massa

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 Luglio Parcheggiamo appena superato il ponticello alla fine di Canè, ci avviamo lungo la larga mulattiera di granito, perlopiù. La salita piega in più curve e ci porta in breve al bivio dove un tavolino da picnic con tanto di tettoia se ne sta cheto tra l'erba bassa, lasciamo la larga via per imboccare la sterrata più sottile che si tuffa nel bosco. La strada si fa poi sentiero di dislivello non costante e per la maggior parte in ombra, la fatica non è quindi eccessiva. Quando i larici si ritirano un poco, come le tende che coprono un belvedere, ci lasciano contemplare le impressionanti e innumerevoli punte del gruppo dell'Adamello, il ghiacciaio del Presena e le varie altre chiazze di neve che restano ancora adagiate come perle a impreziosire la scura roccia. Col procedere le finestre sul belvedere si ampliano, come quando di un quadro non si ha che un particolare, ma col tempo si ha una visione più ampia. Salendo si nota sempre più la diga del rifugio Garibaldi, non ci torno...

Tra i mirtilli

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 Luglio Come d'uso è una stretta strada a condurci alla località di partenza, infatti tra tornanti e strettoie, da Malonno saliamo alla sua frazione: Loritto. Parcheggiamo di fronte al bar Piz Tri per incamminarci sulla strada che prosegue asfaltata e abbastanza larga e  di seguito ci sono altri parcheggi, il che ci fa capire che ci saremmo potuti fermare più avanti ed evitare la rogna di un'abbondante mezz'ora sull'asfalto. Un anziano intento a raccogliere il tarassaco ci da un paio di dritte sulla mulattiera che stiamo per prendere. Delle rade nuvole aleggiano sul cielo di cristallo ma ci inoltriamo nel bosco e il sole non ci accalda in eccesso, la salita procede senza salite troppo erte e, tra i pini ci conduce all'area picnic di Pra del Biss, che evitiamo dato che il sentiero inizia prima. La via si dimostra varia e mai troppo faticosa, passiamo tra alcuni pini caduti e tagliati, penso che nemmeno oggi incontreremo degli escursionisti e il fatto che si sentano s...

Mondo surreale

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 Luglio Date le frane che si sono riversate sulla strada che costeggia il fiume Poia, optiamo per salire a Cevo che come sempre si offre da ottimo balcone su questo lato della Valcamonica. Il bostrico ha morso e invecchiato rapidamente i pini che ora sono secchi e minacciano di lasciarsi cadere al suolo, Cevo ci lascia però ammirare anche il Pizzo Badile, che nelle luci del mattino splende e si staglia sicuro verso il cielo. Superiamo Edolo per poi salire all'altopiano Mola, che si raggiunge con una stradina asfaltata che piega in numerosissimi tornanti che fanno prendere quota assai rapidamente. Sull'altopiano ci sono varie piccole cascine dal tetto di scandole e dai muri di pietra, anche i bimbi aiutano con lo sfalcio dell'erba dei vasti prati e con la cura delle mucche che pascolano. Già dall'altopiano si vede la cima del Motto della Scala, la nostra meta. Parcheggiamo all'area picnic e ci incamminiamo per la mulattiera che si allunga tra i prati e si innalza ver...

Il Marguareis dei miei ricordi

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 Luglio Torno a Carnino che è passato quasi un anno dall'ultima volta che sono stata qui, forse per questo confondo la frazione superiore con quella inferiore. Parcheggiamo così a Carnino inferiore, seguiamo la stradina erbosa che comincia dopo il ponticello per allungarsi parallela a quella asfaltata che conduce al parcheggio dai pochi posti. Il campanile della chiesetta di Carnino superiore fa capolino come sempre, innalzandosi più alto delle cascine di pietra, sempre infinitamente belle nella loro semplicità. Attraversiamo il paese che si presenta sempre uguale: qua e là poche case ristrutturate tra le altre decadute, col tetto crollato e prive di infissi. È sempre un po' triste vedere questa decadenza, frutto della fretta dell'uomo che ha gettato un angolo di paradiso in favore di che? E ora ricuperare queste magistrali opere d'arte non è certo facile. Guardo la fontana, dove l'anno scorso ho aspettato chi si riforniva d'acqua, non posso che sorridere. Super...

Patchwork - m. Vettore

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 Luglio  Sul colle che sovrasta il Pian Grande di Castelluccio non possiamo che restare estasiati dallo spesso velo di nebbia posato a coprire l'enorme piana, come per celare l'enorme meraviglia, per ripararla dal fresco della notte. La nebbia inizia a sfilare lentamente, scoprendo un lembo di terreno che ci lascia pregustare e immaginare quel che ancora resta celato, con gran pudore.  Nebbia sul Pian Grande  Scendiamo in auto verso Castelluccio, immergendoci nella nebbia che inghiotte il sole e lo rende pallido. Giunti sul lungo rettilineo che taglia la piana, vediamo ai lati della strada i pallidi colori, che ancor non sfruttano la luce del sole per risplendere di bellezza, la nebbia ci mostra solo parte del paesaggio che sfila ai lati della strada. Tra l'erba e gli infiniti papaveri e i fiori d'altre specie, sono appostati numerosi fotografi mattinieri, intenti a immortalare nel modo migliore la propria preda. Saliamo fino a forca di Presta dove parcheggiamo, il v...