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Visualizzazione dei post da agosto, 2023

La guerra e il M.te Pagano

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 Agosto  È una tranquilla mattina di sole, ora ancora di più dato che percorriamo la stradina per Monno, un bel paesino dalle tipiche cascine di montagna. Superati vari tornanti in direzione delle case del Mortirolo, piccole cascine di pietra sparse rendono questa valle degna d'essere immortalata in un presepe. Un cartello ci indica l'arrivo a Ponte Palù, superato il ponticello parcheggiamo; raggiungiano il segnavia che già indica per la vetta e iniziamo a percorrere la strada cementata che costeggia i prati di alcune cascine. A sinistra il fiume corre quasi muto e il sole delle nove splende appena tra gli alberi che ci circondano; la salita inizia ripida ma si rivela poi varia, percorriamo il tratto in cemento che si estende in mezzo al bosco, alcune auto percorrono questa strada per raggiungere le cascine più avanti. Camminiamo ora sullo sterrato e in breve raggiungiamo una piccola località di maestose cascine, i cui prati sono di un verde meraviglioso, si può solo immaginar...

Le fortificazioni della Punta di Ercavallo

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 Agosto L'alba tinge le cime dei monti che ci sfilano a fianco, raggiungiamo il piccolo e muto paese di Case di Viso le cui cascinette, dai tetti di scandole bassi e dalle pareti di pietra, paiono essere le uniche sufficienti ad abitare la bellezza di questa valle. Superato il ponticello che passa sul fiume costeggiamo in auto il bel paesino e ci dirigiamo, sulla strada sterrata che ci fa traballare, verso il parcheggio a pagamento dell'area picnic. Lasciata l'auto iniziamo a camminare con gli zaini in spalla, il sole ha iniziato a illuminare la valle ma resteremo in ombra ancora per del tempo; seguiamo la sterrata che procede verso il cuore della valle, la percorriamo per qualche minuto per lasciarla seguendo il sentiero che, sulla destra, procede in mezzo all'erba umida. Cominciamo così la salita che ci porta pian piano verso i monti di cui percorreremo i fianchi; il sentiero, mutando veste, diventa ora terroso e continua piegandosi in numerosi tornanti e conduce rapi...

La valle Adamé e il suo fiume

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 Agosto  Mancano ancora parecchi minuti alle 8, il mattino è fresco ma il cielo è pulito; percorriamo la strada che dalla Rasega conduce alla teleferica, ai piedi di quegli alti monti che la circondano. I tornanti che si arrampicano ripidi sul fianco della montagna, in una stretta strada che merita il grado CE (conducenti esperti), sono da brividi; in breve si guadagna quota e la vista si allunga già su bei prati e alte cime. Parcheggiata l'auto, imbocchiamo il sentiero che si dirige verso quell'altra parete di roccia; in cima a questa, come abbiamo visto avvicinandoci, domina il rifugio città di Lissone. Dovremo quindi guadagnare parecchi metri in breve tempo; l'alba inizia ad illuminare le vette ma le nostre "scale" sono ancora in ombra. Stiamo infatti percorrendo il sentiero che, in numerosi tornanti, si arrampica roccioso su quel ripido fianco; le pietre fungono appunto da gradini e ci conducono insieme alle staccionate per quel tratto. Attraversiamo piccoli b...

Il Galero e il mare

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 Agosto  Il viaggio in auto, per raggiungere il colle san Bernardo, mi fa crescere qualche dubbio sulla qualità della giornata: il sole è velato dietro a un sottile sipario di nuvole. Parcheggiato accanto alla casa in rovina, attraversiamo la strada per raggiungere l'ampia sterrata che, come segnato sul cartello, conduce alla nostra meta. Il sole ha fatto la sua inaspettata entrata in scena e ora illumina i nostri passi; ci muoviamo rapidamente sul falso piano che si allunga in mezzo all'ombra degli alberi. Questo ampio sterrato attraversa il bosco e, superati alcuni lavori in corso proprio sulla strada, raggiungiamo il bivio che ci fa abbandonare questa larghezza che s'allunga tra gli alberi per seguire il sentiero.    Il sentiero tra i faggi Cominciamo così la salita che si sviluppa in belle faggete che riempiono il terreno di foglie che attutiscono il passo; procediamo tra falsi piani e salite, all'ombra di questi maestoso alberi, che lasciano comunque vincere, in...

Gli ultimi raggi del Carmo

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    Agosto È stata un'altra giornata afosa, a volte il sole spariva  dietro le nuvole passeggere, in me cresceva la preoccupazione che queste si addensassero e ci rovinassero la serata. Invece no, sono quasi le sei del pomeriggio e il cielo è spoglio; ci avviamo in auto oltre Verzi, lungo la strada che ammantata d'asfalto procede stretta e ricca di curve verso Castagnabanca, da qui in poi non resta che il tratto sterrato. Giunti al parcheggio, ci prepariamo per la partenza, su alcune zone della costa il tramonto è in atto. Percorriamo il sentiero che, immerso nel bosco, conduce sicuro verso il bel rifugio Pian delle Bosse, che si raggiunge in tempi e fatica non eccessivi. Giunti al rifugio lo troviamo già in ombra, nei miei pensieri si fa largo l'idea che avremmo potuto arrivare tardi, perdere il tramonto; ci rimettiamo in marcia e continuiamo a seguire il sentiero.                             ...

I vitelli dell'Antoroto

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 Luglio  È una splendida giornata, il sole sta per illuminare la colla di Casotto, dove abbiamo parcheggiato, intorno non ci sono che poche auto e il freddo toglie il fiato. La strada sterrata che dal parcheggio, sul lato opposto dei condomini, parte non è quella che seguiremo; ci avviamo invece verso quello spiazzo erboso che sembra senza uscita, da qui parte la sterrata che conduce, costeggiando la strada asfaltata, alla costruzione abbandonata. Siamo di nuovo sull'asfalto ma ci avviamo verso il cancello, lo superiamo aggirandolo e oltrepassiamo la baita dei castori, seguiamo la strada sterrata che sale in mezzo al bosco, si sente in lontananza il rumore di una motosega. Saliamo all'ombra, ma il freddo è ormai superato, e ad ogni bivio seguiamo le indicazioni per il rifugio Savona, i segnavia tacciono riguardo l'Antoroto. Alquanto silenti procediamo per il sentiero che abbiamo imboccato, che scende leggermente in mezzo ai faggi, si stende sotto i nostri piedi un bel tappe...

Il Marguareis e le sue stelle alpine

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 Luglio Superato Ponte di Nava, lungo la strada che costeggia il gelido fiume, si varca la soglia del mondo che profuma di montagna, quello che ci accingiamo a vivere per oggi. Sono da poco passate le otto e fa un gran freddo, inaspettato per questo periodo. Lasciato Viozene alle spalle, si svolta poi per Carnino e si tenta un parcheggio nello spazio che precede la località superiore. Lasciata la macchina, in mezzo all'erba dato che i posti erano tutti occupati, indossati gli scarponi e messi in spalla gli zaini appesantiti dall'attrezzatura, ci accingiamo ad attraversare le belle case in pietra. La via alla vetta scelta richiede, in effetti, l'attrezzatura, devo dichiarare la mia fortuna dato che non essendone in possesso mi è stata generosamente prestata. Dunque, ancora col maglioncino addosso, attraverso la viuzza che serpeggia tra le case che tacciono, ma mi meravigliano ancora con la loro solidità ed esemplare bellezza. Superato Carnino superiore, inizia il sentiero ch...

L'Armetta, fratello minore di monti più alti

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 Giugno Sono le otto del mattino, ma il viaggio in macchina ci informa che sarà un'ottima giornata di sole: il cielo è limpido. Arrivati al colle di Caprauna c'è il vociare di chi già si conosce, unitamente a quello dei nuovi incontri. L'asfalto tinge come un arco il colle: sale per scendere poco più avanti. È dunque l'ora di partire, il segnavia non ci chiede grande impegno ma ci convince ad avviarci, sapendo quanto la zona sia suggestiva. Si comincia in dolce salita, ombreggiata dagli alberi che frondosi offrono protezione dal sole cocente; quando questi si diradano anche di poco, la vista si allunga su alcuni dei monti circostanti. In breve ci si trova ad un bivio: belvedere o continuazione per la vetta. L'incertezza dura poco, c'è chi conosce questi monti come le proprie tasche e non tiene per sé questa conoscenza; si va, certi che non resteremo all'oscuro dei nomi delle vette circostanti. Il belvedere, poi, è appena a un paio di metri, giusto per sbucar...

Il Bertrand e le sue precipitazioni

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 Giugno Giungendo a Upega, per la stretta strada che la raggiunge serpeggiando sull'orlo di quelle profonde gole che ci immergono in un clima di montagna, e lasciando l'auto nel parcheggio prima del ponte che supera il fiume, si ha la sensazione di essersi catapultati in un mondo silenzioso. La locanda e le case in pietra, nel fresco delle otto del mattino, sembrano mimetizzarsi con i monti che le cingono e le sovrastano; è un paese dal sapore molto più montanaro di quanto ci si potrebbe aspettare, data la poca distanza dal mare. Con gli scarponi che battono leggermente sull'asfalto e qualche parola, quasi in sussurro, ci si avvia seguendo le indicazioni per la meta: il monte Bertrand. Imboccata la strada sterrata, colma di verde, che taglia quella asfaltata a modo di scorciatoia, si comincia la salita; sbucando dopo poco nuovamente sull'asfalto, lo si percorre per un piccolo tratto, accompagnati da begli alberi fino all'imbocco del sentiero, sul lato monte. L'e...