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Sentiero dei contrabbandieri

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Siamo in anticipo e mentre attendiamo la navetta che ci condurrà a Pregasina, facciamo un breve ripasso della sicurezza in cordata. Nello zaino c'è un po' di tutto: l'attrezzatura, la corda, il pranzo, quel pizzico di timore che precede un'uscita alpinistica, la voglia di accelerare il tempo per trovarsi già imbragati a vivere l'anelato momento di misterioso equilibrio... Perché mi sembra sempre più evidente che trovo una sconosciuta forma di quiete nella fatica e sui monti. La navetta ci conduce al parcheggio che precede Pregasina, scendiamo di un poco sulla strada; superando la Regina mundi, una grande statua della Madonna in una piazzola a balcone sul lago di Garda. Prima della galleria svoltiamo a destra e scendiamo ancora sulla strada che una volta era utilizzata per salire da Riva del Garda a Pregasina, imbocchiamo un sentierino appena accennato, all'inizio del quale c'è una bassa lapide. Seguiamo la traccia che scende verso il lago, ben ricca di veget...

Punta di Ercavallo

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 Dallo spiraglio del finestrino socchiuso si infiltra un'arietta fredda, mentre risaliamo la stretta valle segnata dal fiume; il sole picchia solo sui larici in alto e il corso d'acqua contribuisce a mantenere la temperatura piuttosto bassa. Parcheggiamo nell'ampio spiazzo che precede il pittoresco paesino di Case di Viso, ci carichiamo degli zaini e ci avviamo sulla mulattiera che scavalca il fiume; lo sguardo è attratto ad ogni istante da quella punta rocciosa che svetta imponente.  Case di Viso È la mia meta: due anni fa ero qui, puntando alla stessa cima, ora torno, decisa a non sprecare questa seconda occasione. Attraversiamo il paese e seguiamo la sterrata, servendoci delle scorciatoie, per giungere al parcheggio dell'area picnic; il sole se la prende comoda e ci lascia ancora la frescura mattutina, temperata dai nostri passi. Proseguiamo sulla sterrata per lasciarla in breve in favore di un sentiero tra i pascoli che ci fa prendere rapidamente quota, in più punti...

Toraggio - cresta nord-ovest

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 Mentre ci dirigiamo verso il rifugio Allavena, annego lo sguardo tra gli alberi che sfilano fuori dal finestrino; è una fresca mattina e la luna si attarda in cielo, consumata un poco a ponente. Lasciamo l'auto al colle Melosa e ci incamminiamo lungo la sterrata che porta alla fontana Itala; penso che potrebbe diventare un bel passatempo, questo di ripercorrere i sentieri a distanza di anni e concedermi di sbirciare nel passato, rendermi conto che il cuore e la testa con cui muovevo quei passi erano ben diversi. Dalla fontana Itala imbocchiamo il sentiero e andiamo di buon passo nel bosco che ci lascia in breve, per lasciar spazio a un ampio panorama; il mare è ben distante e fuso al cielo a causa della foschia.  Seguiamo il sentiero degli alpini fino alla base dei tornanti che conducono alla gola dell'incisa, ricordavo che era piuttosto faticoso risalire questo canale detritico e nemmeno oggi mi risparmia il fiatone. Giungiamo alla gola dell'incisa e il panorama si amplia...

Argentera cima sud

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 Giorno 1 Risaliamo la valle Gesso seguendo la sterrata che ci porta al parcheggio di partenza, dove già splende il sole e la temperatura è mitigata dai suoi raggi. Mettiamo gli scarponi, ci carichiamo degli zaini e ci avviamo per quel bel sentiero che serpeggia tra radi pini e copiosi ciuffi d'erba. È una strana sensazione quella di percorrere la stessa traccia di quasi un anno fa: sulle spalle ho più esperienze, sulla pelle nuove cicatrici; sono cambiate molte cose eppure questa valle è rimasta immutata nei suoi colori, nel modo in cui il vento accarezza le nuvole, nei suoi gridi di marmotte. E, questo forse, cancella ogni distanza che mi separava dai particolari di questo luogo. Saliamo senza fatica e l'ingannevole vista del rifugio ci trae in inganno anche questa volta: lo si scorge quasi dalla partenza ma ciò non fa diminuire il tempo che occorre a raggiungerlo. Salendo scruto la cima della Madre di Dio, che mi riporta alla mente quei bei ricordi che hanno avuto come palco...

Ferrata di Novalesa

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 La val Cenischia ci accoglie con un timido sole, reso meno caldo dallo scorrere del fiume accanto al parcheggio. Ci avviamo sulla sterrata che si immerge in un piccolo bosco e sbuca in breve al cospetto della cascata che con un salto considerevole si getta nella piscina di roccia ai nostri piedi. Al cospetto della cascata   Ci attrezziamo e iniziamo a percorrere il facile traverso, poi cominciano i gradini e saliamo con semplicità. In un momento di sosta ci soffermiamo a guardare le fini gocce della cascata su cui batte il sole, si sono infatti creati due piccoli arcobaleni; alle nostre spalle invece le cime sono immerse nelle nuvole ma la neve che ancora le cinge le rende maestose.  Giochi di luce Panorama  Continuiamo a salire senza affaticarci affatto e se il sole inizia a picchiare un po' più forte, ecco che la frescura dell'acqua della cascata giunge a rinfrescarci, in gocce sottili e per niente fastidiose. Ora che siamo ad una buona altezza, nel fare i tr...

Fiori di campo

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I fiori non son fatti per volare, si stringono alla terra tremando tra i fili d'erba. Forse non son fatti nemmeno per sognare, ma quando la farfalla, l'ape o il calabrone vengono a sussurrare all'orecchio novelle fantastiche di profumi, colori e specie simili, non possono farne a meno. E immaginano di sradicarsi per correre incontro ai propri fratelli tulipani, margherite, violette... Ma non per questo son fatti i fiori, non per raggiungersi né sradicarsi, e folli si diventa perché l'abbraccio della terra è stretto ma vitale e correr da chi si ama, dirgli della vita aldilà dei fili d'erba, per i fiori non è possibile. Così cedono alle novelle degli insetti, pregandoli magari di andare dagli altri a portare un po' del proprio polline; ma le farfalle cedono alle brezze e ai caleidoscopici colori e agli inebrianti profumi. I fiori poi appassiscono, memori delle dolci storie delle farfalle ormai cadute senza vita; non sanno sradicarsi né correre e muoiono sul loro t...

Scoglio di Brecante

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 Seguiamo il sentiero che ci porta verso rocca dell'Aia e nell'alzare gli occhi per guardarla non smetto di stupirmi, anche sotto questa coltre di nubi chiare. Prendiamo la via Bosco, con saltini di roccia e ripide salite tra gli alberi e per essere l'avvicinamento è già piuttosto impegnativo, infatti il sole è apparso e filtra tra le foglie novelle divertendosi a farci faticare ancor di più. Incrociamo di nuovo il sentiero ma lo lasciamo subito per tornare nel bosco, ancora qualche roccia e siamo davanti al Brecante, scendiamo di poco per giungere alla base del secondo tiro. Un piccolo passaggio su roccia e un breve traverso per poi raggiungere un ampio terrazzino dove ci attrezziamo. L'attacco, lo si vede subito, è piuttosto complicato: le prese sono poche e una gobba della roccia tende a respingere. Lasciamo andare la prima cordata, facendoci portare su la corda, in modo da fare da secondi questo tiro. Superato l'attacco procedo restando sulla sinistra della pare...