Alla Valcamonica
C'è una valle in Lombardia, che si amplia dal lago d'Iseo al passo del Tonale, ricca di piccoli paesi abbarbicati sui fianchi dei monti e di comuni più grandi, sorgenti vicino al fiume o laddove le cime si allontanano e lasciano maggior spazio. Se si percorre la strada che segue il ritmo del fiume, seguendone le curve e attraversandolo per mezzo di ponti, nell'aria della sera, sembra che regnino sempre gli stessi odori, unici nel loro genere. Quando il sole scompare indorando la catena dell'Adamello, trascinandosi dietro un manto purpureo, il fresco serale acquisisce un odore proprio. Lo stesso accade la mattina, quando l'alba viene accolta dai più piccoli e melodiosi volatili, che s'inseguono cantando sui rami degli alberi; i prati, le foglie, la montagna stessa emana un odore dolce, carico di vita. II re della notte è il silenzio, che ammutolisce quando i grilli cominciano a frinire; quando il cielo oscuro è terso, lascia ammirare l'intero suo manto costellato d'oro e le fasi lunari sono facili da seguire. Il Poia, che corre fragoroso dal ghiacciaio dell'Adamello unito all'acqua del lago d'Arno, rallentato poi dalla diga, è un fresco ristoro per le giornate calde, coi suoi pietroni pare un parco acquatico naturale. La vita, qui, batte secondo l'orologio del sole, svegliarsi all'alba vien naturale e il sonno porta a coricarsi quando sorge la luna; i viaggi nel tempo sono impossibili, ma respirare i semplici profumi di questa valle, camminare sugli storici sentieri e vedere gli animali al pascolo, ha qualcosa di molto rassomigliante a un salto nel passato. Persino gli acquisti cambiano dimensione: è inevitabile preferire i rivenditori di prodotti di malga, i panettieri o i macellai che offrono le buone salamelle, qui dette strinù. Le ortiche, il tarassaco, la menta e le altre erbe che crescono in giardino o nel bosco cucinate o anche solo odorate, ci fanno sentire parte integrante di questo luogo primordiale. Arrampicarsi sull'erto fianco della montagna, che conduce alla valle Adamé, per ammirare uno scorcio di terra inviolata, venir messi a tacere dal ruggire del fiume e avere voglia di non fermarsi per ubbidire alla stanchezza, ha quel sentore d'antico, di perduto. Questa valle, per cui le città non sono la miglior offerta, ci rende partecipi dei panorami migliori, se solo siamo in grado di cercare oltre le nostre abitudini. L'aria frizzante del mattino e quella pulita della sera, l'oro e il porpora dei crepuscoli, il vento che spesso soffia leggero tra i numerosi alberi, i belati delle capre e le cose più semplici e vere, qui trovano casa ed essere qui significa uscire sul balcone della vita incasinata d'ogni giorno.

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