Rocca Barbena offline
Settembre
Splendeva il sole stamattina, anche se il vento regnava visibile già dal giogo di Toirano; scendendo verso il mare i verdi monti iniziano già a contornare il panorama. Parcheggiata l'auto ai piedi della punta alzabecchi ci siamo avviati sulla sterrata, nel sibilo del vento che per ora non è affatto fastidioso; prendiamo il sentiero ai cui lati fruttano le ultime more sui cespugli spinosi. Ci inoltriamo nel bosco calpestando le morbide foglie che ci accompagnano sui numerosi tornanti; saliamo in breve senza grande sforzo e, nell'alternarsi del sole al vento tra gli alberi, raggiungiamo colletto Banco. Da qui la vista si amplia verso il mare; traversiamo il praticello e continuiamo a seguire il sentiero che si assottiglia e ci fa guadagnare quota tra i pilastri frondosi. In breve gli alberi si trovano ad affondare le radici in un tappeto erboso; il vento tace un poco, a tratti, ma più spesso scuote le foglie e piega i fili d'erba sul sentiero; procediamo sui saliscendi. Sbucando dal bosco, sul fianco erboso, ci troviamo ad ammirare un panorama più ampio e in breve giungiamo in vista dell'inconfondibile monte Galero; procediamo verso l'ormai visibile Croce di vetta. Ci rimmergiamo nel bosco e riprendiamo a salire per sbucare ai piedi della vetta, sulla destra un'alta parete rocciosa sbuca dal verde sottostante. Percorriamo gli ultimi metri di salita, tra roccette e terra, e ci lasciamo ammaliare dal panorama mozzafiato: con uno sguardo possiamo sfiorare il monte Galero, il colle san Bernardo con le sue pale eoliche, il pizzo d'Ormea, il Marguareis, l'Antoroto, il monte Grosso, il bric Mindino, Bardineto, il monte Carmo, Borghetto, Albenga e il mare. Mi sento come di fronte all'indice di quest'estate, nitido in ogni piega di questi monti. Al disotto della piccola Croce di vetta, l'alta parete rocciosa rende il bosco sottostante, che dista vari metri d'altezza, vertiginosamente lontano. Giungendo in vetta, l'istinto civile di metter mano a qualunque aggeggio fotografico, è stato smorzato dall'assenza proprio di un mezzo per digitalizzare questo momento. Dopo un istante di incertezza, accetto di imprimermi nella memoria questo panorama, firmo come al solito il diario di vetta e continuo ad ammirare estasiata le Croci delle vette visibili, che da qui paiono minuscole, persino quella del Mindino pare solo un microscopico punto! Trovato un punto meno ventoso, appena sotto la vetta pranziamo; un ultimo sguardo al panorama, e ripercorriamo i nostri passi con la felicità di chi si estrania anche solo per poche ore dalla quotidianità.
Commenti
Posta un commento