Rocca Pergo Piccola e rododendri
Settembre
Faceva un freddo temibile, questa mattina, che entrava un poco sottopelle e causava qualche brivido; persa l'abitudine, grazie al caldo sole estivo, queste temperature non troppo severe mi hanno colto di sorpresa. Superato Monterosso Grana e alcune delle sue frazioni dai tetti di scandole, proseguiamo sulla stradina, ci lasciamo alle spalle anche le ultime casette montane e seguiamo la sterrata. Questa procede tra alberi e praticelli, piena di buche e infangata a causa della pioggia che dev'essere caduta stanotte. Guadiamo il fiume per parcheggiare subito dopo; fortuna che splende il sole e, anche se fa ancora alquanto freddo, la temperatura inizia a salire. Da qui già si vede la piana di Cuneo; ci carichiamo degli zaini e cominciamo la salita, procedendo con una lieve pendenza sulla sterrata erbosa. Scartato il primo bivio, traversiamo il fiume per seguire il sentiero che inizia aldilà del corso d'acqua; seguiamo la traccia nel bosco dove regnano i faggi con la loro ombra, che ormai non può più fare rabbrividire dato che il movimento ha portato calore. A tratti gli alberi si diradano per lasciar spazio all'erba tenera; il sole è ancora basso ma già illumina la nostra meta, visibile sin dall'attraversamento del fiume.
Rocca Pergo Grossa
Lasciato definitivamente il bosco, ci troviamo a un tratto ancora in ombra, da qui iniziamo ad ammirare il Monviso che spunta sempre più ad ogni passo; con un'ultima e ripida salita in mezzo all'erba secca, raggiungiamo il bivacco Rousset.
Vista sul Monviso
Bivacco Rousset
Ci rinfreschiamo alla fontanella, il panorama si espande dal Monviso alla piana di Cuneo al gruppo del Marguareis; il bivacco, poi, col suo pannello solare per l'elettricità e quello per l'acqua calda, coi suoi viveri e le foto alla parete, stupisce davvero. Riprendiamo il cammino, in mezzo alla bassa vegetazione e, percorrendo il canalone che separa Rocca Pergo Piccola da quella Grande, raggiungiamo il passo da dove si ammira il gruppo dell'Argentera, che compare un poco ombreggiato dalle sue stesse curve. Pieghiamo a sinistra, verso la Croce che svetta in cima ben visibile; raggiungiamo i piedi della vetta e ci imbraghiamo, superiamo le prime rocce e saliamo la scaletta. Il sentiero è ora ripido e ricco di roccia mista a terra, in un paio di tratti le catene prestano un aiuto, ma il tratto è alquanto semplice e breve. Giunti poi in cima, tra le numerose rocce che in parte si prestano come appoggio e in parte come celia ingombrante, il panorama gode di una vista mozzafiato: il Monviso, l'enorme pianura di cui si intravede Torino, il gruppo del Marguareis e quello dell'Argentera e infine i verdi fianchi che abbiamo appena percorso.

La Croce di vetta

Vista sulla pianura
Il sole continua a splendere e, malgrado la brezza fresca, non ci obbliga a coprirci; pranziamo e, dopo un vano tentativo di estrarre il quaderno di vetta dalla scatola in cui è imprigionato, l'immancabile foto di vetta per poi cominciare la discesa. Per consentire una maggiore sicurezza, è stata messa una corda fissa, che in effetti facilita la discesa di questo tratto. Recuperata la corda fissa e tolti gli imbraghi, ripercorriamo il tranquillo sentiero; seguiamo la cresta erbosa di un colletto che ci lascia ancora ammaliati dalla bellezza del panorama. Discendiamo tra i rododendri fino all'attacco per Rocca Pergo Grande e ne ammiriamo i roccioni, studiandone i fianchi erbosi per vedere un passaggio. Ci lasciamo alle spalle entrambe le Rocche per continuare la discesa fino al bivacco e poi al parcheggio; superando la faggeta, numerosi funghi sfilavano contornando il sentiero.



Commenti
Posta un commento