Il solitario Camulera
Febbraio
Percorsa la stretta strada che conduce a Riofreddo, lasciamo l'auto al bivio per Zot, procediamo a piedi lungo la via asfaltata che conduce al piccolo centro abitato. L'assenza di sole ci sconforta un po', sapendo che dalla vetta si gode di un meraviglioso panorama. Ci accoglie subito un rumoroso cane che però ci lascia andare appena svoltiamo; procediamo superando le rade case per poi svoltare a destra imboccando il sentiero che si lancia subito nel bosco di castagni. Ci guidano i segnali bianco-verdi, sostituiti talvolta da quelli gialli. Il terreno è invaso dalle foglie ma il dislivello non è notevole. Si procede tranquillamente prendendo quota, lasciamo il sentiero in favore di una stradina sterrata che ci conduce più in alto, con un dislivello vario che principalmente offre salite interessati. Riprendiamo il sentiero più avanti e lo seguiamo fino a imboccare nuovamente la strada per lasciarla in breve e riprendere la traccia nel bosco tra numerose foglie e alberi caduti che bisogna aggirare, scavalcare o passarci sotto; qualche raggio di sole buca la spessa coltre, ma per brevi istanti. Siamo ora in una bella faggeta e il terreno è umido. Procediamo la salita lasciando a tratti il sentiero per riprenderlo sempre poco dopo e, mentre il sole non accenna a farsi vedere, ci troviamo su un colletto quasi privo di alberi da cui si vede Calizzano, le pale eoliche di colle San Bernardo e dunque si indovina la presenza del monte Galero tra le nuvole. Superiamo varie piccole colle per giungere poi in un bosco dai radi alberi abitato da varie rocce, saliamo ancora per giungere all'area picnic dove sorge un piccolo altare e su una grossa pietra è impressa la memoria dei partigiani uccisi dai nazifascisti.
Da qui non ci restano che cinque minuti per giungere in vetta, incrociamo nuovamente la strada e procediamo dritti lungo l'ultima salita che attraversa un breve bosco e in poco tempo vediamo la Croce. Raggiungiamo la cima, non manca la solita firma sul diario e, dopo aver ammirato il panorama la cui vista purtroppo c'è ostruita dalle dense nuvole ci avviamo facendo dietrofront.
La Croce di vetta
Ridiscendiamo ed evitiamo il sentiero in favore della strada sterrata che conduce al Melogno, la seguiamo per poi discendere verso Riofreddo.

La strada per il Melogno
In discesa vedremo qualche sprazzo di sole.


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