A San Fruttuoso per il sentiero del bacio
Marzo
Giunti a Camogli, proseguiamo verso la frazione di San Rocco che sovrasta la cittadina portuale ed ha un bel panorama sia sul mare sia sulle villette adagiate sul verde colle di fronte all'orizzonte. Lasciata l'auto nel parcheggio, mettiamo gli zaini in spalla e ci incamminiamo verso il centro della frazione, una tappa alla focacceria che emana un forte odore genovese, è d'obbligo. Torniamo alla piazzetta della chiesa e ci avviamo per attraversare il resto della frazione e cominciare a percorrere la straricciola sterrata. Ci immergiamo immediatamente nel bosco mentre una fontanella sgorga alla sinistra del ponticello che superiamo; si prosegue chetamente in falso piano tra cornici di tronchi e rami sul mare rannuvolato. Seguiamo le indicazioni che per San Fruttuoso annunciano un tempo di percorrenza di tre ore. Continuando sul sentiero, che ora si presenta colmo di arbusti ed erba ed offre un ampio panorama sul vasto mare; un cartello ammonisce severamente "torna indietro" rivolto a chi non ha abbigliamento e attrezzatura adeguati.
Uno scorcio lungo il sentiero
Dopo poco, dove il sentiero piega in una curva verso sinistra avvicinandosi a picco sul mare, si fa tempo di imbragarsi. Pronti per il tratto attrezzato ci riincamminiamo, in breve ci troviamo davanti alla prima catena che utilizziamo uno alla volta, il sentiero procede stretto su una roccia che pare ghiaia mista a cemento invece di una pietra naturale, a un volo dal mare.
Lungo il tratto attrezzato
Data l'acqua che ricopre parti della roccia è buona regola attaccarsi alla catena con le mani, puntare i piedi verso il monte e, ignorando la paura, spingersi un poco in fuori col corpo di modo da fare migliore aderenza al suolo. Così, procedono i tratti attrezzati, interrotti da stracci di sentiero più tranquillo che resta comunque alquanto stretto e panoramico. Fatta l'abitudine all'imbrago e al kit da ferrata si procede tranquillamente e senza grandi sforzi. Il passo del bacio si rivela assai umido, ed essendo così esposto viene il dubbio del perché di tale nome; a qualcuno viene l'idea che si possa dire "il bacio della morte" di certo non ha tutti i torti. Il dubbio su quando togliersi l'imbrago viene più volte stroncato dal seguente tratto attrezzato, numerose catene finiscono col condurci sempre più vicino a San Fruttuoso. Una delle catene affianca un tratto di sentiero obliquo, che non offre eccessive difficoltà ma comunque un minimo di attenzione. Si annida in me il dubbio che io possa avere una disfunzione dell'amigdala il quale si dissipa con la certezza che la paura non mi è sconosciuta. Un'altra parte del sentiero interessante, è certo quella dove la spessa catena si aggrappa in orizzontale per condurre oltre delle roccette che quasi in onde appuntite ostruiscono la via, senza grandi difficoltà tecniche si supera anche questa parte. Ci si immerge di nuovo nel bosco e si supera quel che resta della parte in falso piano per arrivare ai piedi della ripida salita che ci condurrà sopra la baia di San Fruttuoso. Saliamo nel bosco ricalcando l'erto pendio che ci dà l'ultimo filo da torcere prima della meta; dopo il clima nuvoloso e alquanto umido che ci ha dato il benvenuto all'arrivo a San Rocco pareva che dovesse fare alquanto freddo e invece, com'è nota regola del cammino, la temperatura percepita è salita in fretta. Una breve pausa in cima alla salita per poi lanciarci nella lunga discesa che ci porterà a San Fruttuoso, che a tratti è fatta di gradini, il bosco limita la vista per un bel pezzo e si dirada un po' quando siamo ormai in vista del castello dei Doria.
Poco dopo si intromette nel panorama, con gran classe, l'abbazia e in breve la vista sulla baia è completa. Dopo aver ammirato La quiete di questo paesaggio, dove sulla spiaggia si riposano numerose persone come pesci fuor di quell'acqua che rimirano quasi in silenzio. Scendiamo in spiaggia pure noi per un pranzo leggero in vista della salita che ancora ci aspetta, è certo una strana sensazione starsene con gli scarponi sulle pietre di questa baia il cui mare è di un blu splendente malgrado il cielo scuro.
Salutiamo chi prende il traghetto per poi fare una breve visita all'abbazia e da qui percorriamo le scale che avviano il sentiero che conduce in cima. Ci aspetta una salita ripida affiancata per la maggior parte da un ruscello che si lancia timidamente verso la baia, superiamo l'agriturismo affollato per poi immergerci in un bosco che cambia in fretta con la quota, malgrado il fresco non ci si risparmia la sudata. La salita prosegue costante per un tempo quasi interminabile per poi sfociare in un bel bosco ai cui piedi si affolla del muschio il quale insieme alla nebbia leggera che aleggia fa sembrare il luogo alquanto incantato. Si procede in falso piano percorrendo il fianco della montagna in quota ma comunque al riparo tra gli alberi, dopo un tratto, attraverso la nebbia, scorgiamo il distante mare e San Fruttuoso che sovrastiamo di varie centinaia di metri.
Proseguiamo senza più lasciare il bosco, in un bel falso piano che ci permette di riprenderci dalla salita lasciataci alle spalle, così giungiamo, dopo aver lasciato il sentiero per riprendere la stradicciola sterrata dell'andata, nuovamente a San Rocco. Ci affianchiamo alla fontana che offre un'ottima acqua fresca per poi tornare alla piazzetta della chiesa e infine alle auto. Ci resta certo la stanchezza come pegno per i bei luoghi visti, di cui il solo visitarli non ci rende padroni né sfruttatori ma ci dà certo il diritto di portarci via un pezzetto di questa terra, ossia la sua memoria. I venditori di prodotti propri tra cui tisane a prezzi stellari, sulla strada che porta al parcheggio, mi strappano un sorriso dato che nel bosco, accanto al sentiero c'erano cespugli di primule che mi avrebbero offerto un sonno gratuito e ottimo.







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