Le ambiguità del bosco
Maggio
Il colle del Quazzo non si smentisce e ospita un vento poco potente ma alquanto freddo, che insieme alla spessa coltre di nuvole ci invitano ad incamminarci. Cominciamo sulla stradina asfaltata che conduce al monte Spinarda, la quale in breve diventa sterrata e piega subito in comodi tornanti. Ci troviamo in breve nel bosco che si presenta abitato unicamente da faggi, i quali hanno già messo su delle tenere foglie e coprono la strada con una galleria verde chiaro. La sterrata prosegue comodamente e il bosco fiabesco conducono a pensare in quale momento abbiamo indossato gli anelli per il trasporto dal nostro mondo a quello di Narnia. In effetti non mi pare di aver transitato per i famosi laghetti, portale per gli altri mondi. Né tanto meno, ne sono certa, ho varcato l'ancor più famoso armadio. Eppure non mi stupirei se avessi la stessa fortuna di Lucy, nell'incontrare il signor Tumnus e ricevere un invito nella sua tana. Proseguiamo nel bosco che ora ha mutato la sua veste e ospita solo noccioli, sulla strada siamo costretti ad aggirare vari alberi caduti, a scavalcare ingombranti rami e a sentire il costante scricchiolio dei legnetti sotto i piedi. Pare una Narnia abbandonato, i cui abitanti hanno lasciato boschi e praterie per unirsi all'esercito di Aslan nella loro battaglia.

Lungo la strada
Raggiungiamo la cresta che si estende tra i vari colli dove la strada è ammantata da tenera erba, alquanto umida per la rugiada. I radi segnali gialli che incontriamo talvolta, o le poche frecce che indicano per il monte Spinarda, paiono tracce lasciate dai sudditi di re Caspian per condurre le armate all'accampamento dell'esercito. Quando gli alberi si diradano per lasciare un po' di vista sui monti della Valle Ellero, notiamo il pizzo d'Ormea e la sua catena coperte da due vesti naturali: neve e nuvole. Proseguiamo sulla strada che ora è più pulita, raggiungiamo un colletto per ammirare più che altro il fondovalle, dato il maltempo. E certo quei bei tetti rossi adagiati là in basso, non sono quelli delle tende dei quattro fratelli che combattono al fianco di Aslan e degli altri uomini al loro seguito, bensì è Garelssio affiancato come sempre dal fiume di cristallo.

Colletto panoramico
Facciamo dietrofront, superiamo bric Meriano, che risulta essere proprio sulla strada, attraversiamo nuovamente la bella pineta e scendiamo raggiungendo il Quazzo. In un lampo, come siamo entrati, usciamo da Narnia, stupiti dalla rapidità del nuovo metodo ingresso-uscita dal fantastico mondo.
Commenti
Posta un commento