Il vento del Ramaceto
Marzo
Ci lasciamo alle spalle Lavagna e seguiamo la strada che si arrampica sottile nella stretta valle scavata dal fiume che è parecchio gonfio date le ultime piogge. Superiamo quei bei terrazzamenti così verdi, che mi ricordano la Contea, ci sfilano accanto rare case in stile antico e andiamo a parcheggiare al Passo di Romaggi. Le nubi si addensano intorno al dente del Ramaceto, che già da qui si vede, mentre sulla costa il tempo è invidiabilmente sereno; ci avviamo lungo il cheto sentiero che si allunga nel bosco.

Lungo il sentiero
Tracce di un incendio rimangono sull'ampio fianco del monte, dove le radici affiorano annerite o le ginestre sono seccate o la terra rimane sterile.

Tracce d'incendio
Quando gli alberi si diradano, lasciano il passo all'ardesia frammentata in piccole e lunghe parti. Senza fatica arriviamo al bivio che separa il sentiero dalla via alpinistica; sarei propensa a tentare la cresta ma mi si fa osservare la roccia, capiamo che i licheni trattengono l'acqua e rendono la salita scivolosa anche con gli scarponi. Non ci resta che rinunciare, "la rinuncia è una conquista", è vero, ma ora che ci avviamo sul sentiero mi morde un po' l'amarezza. Prendiamo quota e inizia a seguirci il vento, usciamo dal bosco e la forte corrente si intensifica; il sentiero è alquanto largo mentre l'ardesia scricchiola sotto i nostri piedi. Lasciamo il largo sentiero e iniziamo la salita che ci immerge per poco nel bosco, uno sprazzo di sole ci illude di un po' di calore ma svanisce così in fretta che il freddo vento pare poi più intenso. Continuiamo e affrontiamo poche facili roccette, a modo di consolazione per la rinuncia della cresta, anche se ormai mi è passata l'amarezza. Il vento continua a schiaffeggiarci ma arriviamo alla Croce di legno, posta poco sotto la vetta; raggiungiamo la madonnina in cima e pranziamo al riparo nella cappelletta. Il termometro alla parete segna 2°C ma almeno siamo protetti dal vento, ci facciamo forza e ci stringiamo per pranzare alla svelta e avviarci al più presto.
Iniziamo a scendere con scarsa sensibilità dato che le panchine di ardesia su cui sedevamo erano decisamente fredde, raggiungiamo il bosco ma il vento ci vuole cacciare a tutti i costi.
Continuiamo lungo la cresta boscosa perlopiù seguiti dal vento che inizia a farsi insopportabile; poi scendiamo sul sentiero che taglia la conca. Guadiamo vari piccoli fiumiciattoli e giungiamo a un'area picnic, proprio sotto il dente del Ramaceto e da qui proseguiamo sulla sterrata che ci porta alle rare case dove inizia la strada asfaltata. Procediamo e prendiamo la sterrata che ci riporta al Passo di Romaggi.




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